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Giochi di carte al casinò: dai classici ai più innovativi

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HORIZON 2020 VERSO IL TRAGUARDO: IL PUNTO SULL’ECONOMIA CIRCOLARE NEL TRATTAMENTO ACQUE

Nuovi obiettivi e nuove tecnologie iniziano a scardinare il layout classico degli impianti di depurazione. Il 23 ottobre 2019 a Veronafiere, guidati dal Prof. David Bolzonella dell’Università degli Studi di Verona, abbiamo affrontato un percorso nell’innovazione e ottimizzazione, attraverso lo studio di casi reali illustrati tanto da relatori accademici che da tecnici aziendali.

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Tecnologie per il recupero di risorse nel trattamento delle acque reflue – Il progetto Horizon2020 SMART-Plant
Anna Laura Eusebi, ingegnere ambientale e ricercatrice presso l’Università Politecnica delle Marche, ha introdotto il progetto europeo SMART-Plant (Scale-up of low-carbon footprint MAterial Recovery Techniques for upgrading existing sewage treatment Plants), finalizzato a sviluppare in un’ottica di economia circolare i depuratori municipali.
SMART-Plant è coordinato dall’Università Politecnica delle Marche e comprende 27 partner europei  (18 aziende e 9 fra Università e Centri di Ricerca) con un budget complessivo di oltre 9.6 milioni di euro, finanziati all’interno di Horizon 2020.

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Il progetto riguarda l’integrazione di tecniche innovative in impianti di depurazione esistenti, per ridurre i fabbisogni energetici e recuperare materiali, utilizzabili nuovamente come materie prime. Ad esempio ogni anno si potrebbero recuperare dagli scarichi domestici per ogni cittadino circa 7 kg di cellulosa, 3 kg di biopolimeri, 1 kg di fosforo e 4 kg di azoto.

 

La gestione dei surnatanti anaerobici attraverso il processo SCENA
Matteo Tartini, ingegnere ambientale in forze ad Alto Trevigiano Servizi (azienda che si occupa della gestione del Servizio Idrico Integrato di 52 Comuni), ci ha presentato gli importanti risultati ottenuti grazie alla tecnologia S.C.E.N.A. (Short-Cut Enhanced Nutrients Abatement). Il processo è stato applicato alla linea dei surnatanti anaerobici del depuratore di Carbonera (TV) che attualmente ha una potenzialità di 40.000 abitanti equivalenti: inizialmente è stato avviato in via sperimentale poi, visti i risultati ottenuti e grazie alla partecipazione al progetto SMART-Plant, la tecnologia è stata ottimizzata e portata in piena scala.
SCENA propone una soluzione innovativa alla classica filiera depurativa delle acque reflue, introducendo un processo biologico avanzato di tipo SBR via nitrito, che consente di trattare carichi altamente inquinati in volumi contenuti. In particolare il sistema si pone come scopo primario quello di abbattere biologicamente ed in maniera efficace non solo l’Azoto, ma anche il Fosforo, in tempi molto ridotti, lavorando su flussi più concentrati ed in condizioni biologiche specifiche. Dopo due anni di sperimentazione in piena scala si può affermare che il processo SCENA permette di ridurre i volumi necessari al trattamento dei surnatanti anaerobici, i consumi energetici ed ottenere una diminuzione dei fanghi di depurazione.

 

Recupero di fosforo e bioplastiche da fanghi di depurazione attraverso il processo SCEPPHAR
Il dott. Nicola Frison, ricercatore presso l’Università di Verona, sottolinea che il recupero sostenibile di precursori chimici (come gli acidi grassi volatili) e biopolimeri da fanghi di depurazione (es., cellulosa e polidrossialcanoati) consentirebbe di convertire gli attuali impianti di depurazione esistenti in vere e proprie bioraffinerie. Negli ultimi anni la produzione ed il recupero di biopolimeri da fanghi di depurazione ha maturato notevolmente il grado di sviluppo tecnologico, grazie soprattutto ad importanti progetti di innovazione nell’ambito di Horizon 2020, tra cui appunto SMART-Plant.  Gli impianti dimostrativi implementati e validati dall’Università di Verona hanno consentito di fornire parametri di dimensionamento e rese di produzione necessari per integrare il processo in depuratori esistenti, valorizzando i fanghi di depurazione in precursori chimici e biopolimeri, migliorando nel contempo il trattamento delle acque reflue. Tuttavia l’estrazione dei biopolimeri in precursori per la produzione di bioplastiche, sebbene risulti ora fattibile tecnicamente, necessita di ulteriori approfondimenti per essere economicamente sostenibile.

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Altri interventi nel workshop sono stati:

Trattamento delle acque reflue tramite processo biologico combinato a reti filtranti
Alessandro Spagni, ENEA, Bologna

Pretrattamento termo-chimico per la riduzione dei fanghi di depurazione e recupero energetico: dalla ricerca all’applicazione in piena scala
Camilla Braguglia, IRSA CNR Roma; Lorenzo Acebes Tosti, Newlisi

Opportunità di integrazione delle microalghe negli impianti di trattamenti delle acque reflue
Elena Ficara, Politecnico di Milano

Tutte le presentazioni sono disponibili alla pagina:
http://www.verticale.net/ACQUARIA-2019?codice=3518796651050282

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